Le malattie
dell’ orecchio nel cane e nel gatto

SALUTE E PREVENZIONE

  • 20 Ott, 2020
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  • 20/10/2020
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Le malattie
dell’ orecchio nel cane e nel gatto

Prima di iniziare a parlare di quali sono le più comuni infiammazioni che possano colpire l’orecchio di cane e gatto, ovvero le otiti, è importante conoscere a grandi linee com’è fatto questo distretto corporeo dal punto di vista anatomico. 

L’orecchio può essere suddiviso, nel cane e nel gatto, in tre parti: orecchio esterno, medio e interno. L’orecchio esterno comprende il padiglione auricolare e il condotto uditivo, che conduce fino alla membrana del timpano.

Nel cane, se la conformazione del padiglione può variare secondo la razza, il condotto uditivo è pressoché costante in tutte le razze. La sua particolare conformazione -la prima parte è verticale e si apre alla base del padiglione, mentre la seconda parte è orizzontale e arriva al timpano-spiega la frequenza di patologie a carico di questo condotto e le difficoltà di curarlo con facilità da parte del proprietario. 

Oltre il timpano, si trova l’orecchio medio con la cavità del timpano, la quale contiene gli ossicini dell’udito. 

Last but not least, l’orecchio interno: questa parte comprende sia gli ultimi organi dell’apparato uditivo, sia l’apparato vestibolare (responsabile dell’equilibrio). 

OTITE ESTERNA, MEDIA O INTERNA 

In base alla parte dell’orecchio che viene colpita, l’otite può essere esterna, media o interna: la più comune e quella con la quale più frequentemente il proprietario si trova a che fare, è l’otite esterna. 

Le cause di otiti esterne possono essere molteplici. Vediamo le più comuni: 

  • batteri (S. intermedius, Pseudomonas spp) o lieviti (Malassezia pachydermatis): in presenza di condizioni a loro favorevoli (come, per esempio, una quantità eccessiva di cerume), questi microorganismi possono moltiplicarsi e causare un’infezione; 
  • malattie cutanee o allergiche (alimentare o da contatto); 
  • parassiti come, per esempio, gli acari; 
  • corpi estranei, tra cui il famigerato forasacco; 
  • malattie autoimmuni. 

Esiste una predisposizione di razza nei cani: i Cocker, Setter, Basset hound e i cani con l’orecchio pendente spesso soffrono di otiti. Questo perché, a causa del padiglione auricolare che si appoggia all’orificio del condotto uditivo, viene meno una corretta aerazione ed evaporazione dell’umidità al suo interno, favorendo così il moltiplicarsi di batteri e lieviti. 

Anche le razze di cani che presentano una maggior secrezione di cerume, come Labrador Retriever e Pastore Tedesco, sono più soggette all’otite. 

L’OTOCARIASI

Otodectes cynotis è l’acaro responsabile dell’Otocariasi, o rogna otodettica, una frequente infestazione parassitaria del condotto uditivo esterno di cane e gatto. 

I sintomi -prurito più o meno intenso- sono più accentuati nel cane rispetto al gatto, che rappresenta l’ospite più frequente di Otodectes cynotis. Talvolta l’Otocariasi è addirittura asintomatica. 

Le manifestazioni cliniche più accentuate si riscontrano nei cani con orecchie pendenti (Cocker, per esempio). 

L’acaro provoca un’ipersecrezione di cerume da parte delle omonime ghiandole, il cui accumulo, insieme agli escreti del parassita, conferisce al cerume un caratteristico aspetto a fondo di caffè. 

QUALI SONO I SINTOMI? 

Un animale con otite generalmente ha dolore intenso. L’animale spesso reagisce in modo eccessivo o aggressivo quando il proprietario, accarezzandogli la testa, si avvicina troppo o sfiora l’orecchio infiammato. 

Alcune volte i cani tengono la testa inclinata da un lato, la scuotono e si grattano -anche con violenza- in prossimità delle orecchie. 

Un altro sintomo caratteristico di otite è l’odore maleodorante che emana l’orecchio colpito, oltre a essere sporco di cerume e talvolta gonfio. 

COME PREVENIRE E CURARE LE OTITI 

Affinché la cura dell’otite sia mirata, è necessario determinare la causa esatta. Le complicazioni possono essere serie: un’otite mal curata o una sua cronicizzazione può evolvere in un’otite media, per via della perforazione del timpano, o un grattamento eccessivo dell’animale può causare la formazione di un otoematoma, ovvero la raccolta di sangue tra la cartilagine e cute del padiglione auricolare. 

Ecco alcuni consigli da seguire per prevenire l’otite: 

  • è molto importante controllare e pulire regolarmente le orecchie del proprio pet, soprattutto nelle razze di cani dalle orecchie pendenti; 
  • per pulire le orecchie, il metodo più semplice è usare una garza sterile e umidificata (con siero fisiologico, per esempio) e rimuovere l’eventuale sporco dal padiglione auricolare dell’animale. Attenzione: non entrare mai in profondità; 
  • se il cerume è abbondante, è necessario eliminarlo regolarmente, al fine di evitare la formazione del sopracitato “tappo”. A tal fine, esistono numerosi prodotti detergenti e/o ceruminolitici in commercio: chiedi al tuo medico veterinario quello più adatto al tuo animale; 
  • come applicare un prodotto ceruminolitico? Dopo l’instillazione del prodotto, è bene massaggiare il condotto uditivo in modo da provocare il distaccamento del cerume. Una volta terminata questa applicazione, si può pulire il padiglione auricolare con delle garze dagli eventuali residui; 
  • per la pulizia auricolare, l’utilizzo dei bastoncini in cotone è sconsigliato in quanto tendono a spingere in fondo nel condotto uditivo i residui di cerume e/o sporco che, invece, si dovrebbero eliminare; 
  • se l’animale mostra dolore alle orecchie o emana un odore sgradevole, è molto importante rivolgersi al medico veterinario. In caso di otite, quest’ultimo prescriverà la terapia adatta per il tipo di otite e la sua natura (terapia da seguire alla lettera!); 
  • mai affidarsi a trattamenti fai da te: il rischio dei trattamenti casalinghi è peggiorare la situazione o favorire lo sviluppo di batteri più resistenti. 

UN ESEMPIO DI CAUSA DI OTITE: I FORASACCHI 

I semi delle graminacee selvatiche, meglio conosciuti come forasacchi, sono pericolosi soprattutto per i nostri cani, ma talvolta anche per i gatti. 

Con la forma a punta di freccia e dotati di spicole all’apice, questi semi possono penetrare nell’organismo dell’animale, veicolando batteri e funghi che possono provocare infezioni e gravi danni.

Nei cani, soprattutto quelli a pelo lungo, le parti più colpite sono le estremità delle zampe (da lì il forasacco può risalire addirittura lungo l’arto, creando fistole) o dentro le orecchie. 

Nel primo caso l’animale zoppica e ha dolore alla zampa: nei casi più avanzati il proprietario si accorge del problema perché la zampa è dolente alla palpazione, calda e gonfia. 

Nelle orecchie, invece, i forasacchi determinano inizialmente un’irritazione meccanica e, in seguito, possono essere la causa di un’otite esterna. L’animale scuote la testa, ha dolore e si gratta frequentemente l’orecchio, oltre a deviare la testa verso il lato dove è presente l’infezione. Nei casi più gravi si può avere la perforazione del timpano. 

COME PREVENIRE QUESTO PERICOLO? 

  • Tagliare i peli alle estremità degli arti e all’interno del padiglione auricolare nei cani a pelo lungo; 
  • in città è preferibile portare il proprio cane in parchi e giardini pubblici dove sia regolarmente tagliato il manto erboso; 
  • in campagna, evitare di portare i cani, nei mesi tra maggio e luglio (periodo di maturazione delle graminacee selvatiche), in campi o prati dove sono presenti i forasacchi; 
  • rivolgersi al Medico Veterinario alla comparsa dei primi sintomi o se si nota la presenza di un forasacco all’interno dell’orecchio o qualsiasi altro distretto corporeo dell’animale.

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LA MALASSEZIA

Negli animali il lievito Malassezia pachydermatis si localizza soprattutto a livello del condotto uditivo esterno e, talvolta, è causa di otite esterna nel cane e nel gatto. Alcune razze di cani, come basset hound, spaniel, terrier, setter inglese, pastore tedesco, e di gatti, come devon rex e shpynx, sembrano avere una predisposizione per lo sviluppo delle infezioni da Malassezia pachydermatis. 

Poiché solitamente M. pachydermatis preferisce gli habitat umidi, la presenza di pieghe cutanee sembra essere un ulteriore fattore predisponente. 

Frequente nel cane, l’otite esterna da M. pachydermatis si manifesta comunemente con produzione di abbondante cerume di colore giallastro-brunastro ed eritema del condotto uditivo e del padiglione auricolare.