La rabbia spiegata ai bambini, con un progetto ad Haiti

SALUTE E PREVENZIONE

  • 17 Feb, 2020
  • LEGGI IN 5 MIN
  • 17/02/2020
  • LEGGI IN 5 MIN

La rabbia spiegata ai bambini, con un progetto ad Haiti

L’ironia è da sempre un ottimo modo per risolvere i problemi. Come diceva il famoso medico, attivista e scrittore Hunter Doherty “Patch” Adams, “L’umorismo è l’antidoto a tutti i mali”. Ridere aiuta le persone a rilassarsi e ad aprirsi, entrando in connessione con gli altri. Ciò facilita il dialogo e spinge a parlare anche degli argomenti più complessi, come le malattie.

È il caso della rabbia. Ebbene, ad Haiti c’è un personaggio dei fumetti di nome Ti-Joël che aiuta i bambini a conoscere meglio la patologia, oltre a dare loro utili consigli su come curare la ferita provocata dal morso di un cane.

Sembrerà strano usare un personaggio dei fumetti per una tematica così delicata, ma Ti-Joël è davvero una star per i bambini e gli adulti di Haiti. Nato da un’idea dei fratelli Jud-Alix e John Francois degli studi Ayitikomik, il personaggio ha avuto un impatto significativo nel 2011 quando l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) lo ha impiegato per insegnare agli haitiani come combattere gli effetti del colera dopo il terremoto. È stato subito un successo e gli haitiani hanno accolto positivamente Ti-Joël e ​​i suoi messaggi.

Anche se la lingua utilizzata nelle scuole locali è il francese, questo personaggio entra in contatto con le persone a un livello più profondo perché parla la loro lingua, il creolo haitiano.

Non bisogna dimenticare che Haiti è uno dei pochi paesi dell’America Latina che continua ad avere problemi con la rabbia, poiché registra il più alto tasso di morti nell’emisfero occidentale. Sebbene i numeri siano difficili da stabilire con precisione, circa due persone muoiono di rabbia ogni settimana. Un problema che, invece, potrebbe essere risolto con il vaccino antirabbico e i dovuti programmi di informazione.

La sfida consiste nell’aiutare le persone in tre modi: spingendole a vaccinare i propri cani, comunicando in modo chiaro i sintomi per riconoscere la rabbia e fornendo un adeguato trattamento alle vittime del morso da parte di animali infetti. Tuttavia l’impresa non è così semplice, perché la popolazione di Haiti è del tutto inconsapevole riguardo alla patologia e alle sue conseguenze. Il tutto è reso ancor più complicato dal fatto che i sintomi della rabbia sono simili a quelli dell’influenza e possono svilupparsi diverse settimane dopo il contagio.

Molte persone si affidano alla religione, perché credono che chi viene colpito dalla rabbia sia maledetto, e usano il voodoo per spiegare i gravi sintomi neurologici provocati dell’infezione.

Nella loro cultura, poi, i cani non sono considerati animali da compagnia: dato che non sono per gli haitiani una fonte di cibo, devono piuttosto garantire assistenza ai loro padroni. Ma è anche vero che i bambini li adorano!

rabbia ti joel

Il progetto che coinvolge il CDC e la Christian Veterinary Mission è rivolto ai bambini in età scolare e prevede la distribuzione di un fumetto di Ti-Joël scritto in creolo e un dibattito con i bambini, per insegnare loro l’importanza di prendersi cura dei cani e di dedicare amore e rispetto a questi animali.

La storia parla di un cane affetto dalla rabbia, che morde Ti-Joël. Quest’ultimo impara a curare la ferita e a capire il linguaggio e il comportamento del cane, entrando in relazione con l’animale. Questi i messaggi chiave del progetto, volto a ridurre il numero di ferite da morso, aiutando le persone a capire cosa è giusto fare in questi casi.

Finora, 5000 fumetti sono stati distribuiti nelle scuole di Haiti, accompagnati da lezioni sul tema.
Man mano che i bambini imparano a convivere con i cani, migliora anche il benessere degli animali e di tutta la popolazione. Come afferma Kelly Crowdis, Team Lead, DVM, Christian Veterinary Mission Fieldworker Haiti: “I bambini sono così entusiasti di ricevere i fumetti e parlare di cani. I loro occhi si illuminano quando iniziano a capire quanto sia semplice prendersi cura degli animali con le  vaccinazioni  gratuite contro la rabbia che arrivano in città. E sono molto entusiasti di portare a casa questi messaggi, di parlarne in famiglia e di accudire i loro amici animali“.

bambine ti joel

Diverse campagne di vaccinazione antirabbica sono state avviate ad Haiti negli ultimi anni, ma dobbiamo fare ancora di più per garantire che le risorse già investite non vengano sprecate. L’istruzione è la base per aiutare le persone nei paesi come Haiti, perché tutto parte dai bambini: sono loro ad avere l’opportunità di cambiare le abitudini consolidate degli adulti, perché sono più aperti all’ascolto e all’apprendimento.

Cosa fare se si viene attaccati da un cane con la rabbia?

Per prima cosa occorre lavare la zona con acqua e sapone, poi recarsi in qualsiasi centro sanitario dove sottoporsi all’antitetanica e alle cure antibiotiche, oltre all’antirabbica (MSPP), che è gratuita. Si tratta di operazioni indispensabili da fare per un mese, per scongiurare i rischi della malattia.

rabbia comica