Gli endoparassiti nel cane e nel gatto

SALUTE E PREVENZIONE

  • 20 Ott, 2020
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  • 20/10/2020
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Gli endoparassiti nel cane e nel gatto

A qualunque pet owner sarà capitato, almeno una volta, che il proprio cane o gatto abbia sofferto di alcuni disturbi gastrointestinali come, per esempio, vomito e/o diarrea. Questi due sintomi, oltre a esser indicatori che qualcosa non va nell’organismo dell’animale, sono spesso fonte di preoccupazione per il proprietario, il quale, allarmato, cerca di comprenderne la causa. 

Il vomito e la diarrea, però, non sono una malattia, ma un sintomo comune a molte malattie: intolleranze e allergie alimentari, infezioni di origine batterica o virale, parassitosi intestinali, patologie pancreatiche, patologie intestinali su base infiammatoria (enteriti), malattie epatiche e molto altro ancora. 

In molti casi, entrambi rappresentano un meccanismo di difesa messo in atto dall’organismo dell’animale al fine di favorire l’eliminazione di sostanze tossiche o agenti patogeni. 

Come accennato, una delle cause di vomito e/o diarrea è la presenza di parassiti intestinali. 

Questi ultimi rientrano nel vasto mondo degli endoparassiti, o meglio conosciuti con il termine di parassiti interni: piccoli organismi che vivono all’interno del corpo dell’animale, diffondendosi e moltiplicandosi negli organi di questi ultimi. 

Gli endoparassiti sono molto comuni negli animali da compagnia e rappresentano non solo un pericolo per la salute degli animali, ma anche degli stessi proprietari. 

CHI SONO I PARASSITI INTESTINALI? 

Possiamo dividere i principali parassiti intestinali in due grandi famiglie: la famiglia dei vermi tondi e quella dei vermi piatti. 

Nella prima troviamo i nematodi: vermi tondi, piccoli e sottili. Gli ascaridi (Toxocara canis e Toxocara cati) sono i più comuni e frequenti. Oltre a questi ultimi, troviamo anche gli anchilostomi, noti come vermi a uncino, e i trichiuridi, conosciuti come vermi a frusta per il loro aspetto, che, però, parassitano soltanto il cane. 

Nella seconda, invece, ci sono i cestodi come le tenie, parassiti caratterizzati da un corpo piatto e sottile nel lume intestinale e una testa ancorata alla parete intestinale. 

Tra i cestodi sono inclusi anche Echinococcus granulosus e Echinococcus multiocularis, particolarmente importanti perché agenti di gravi zoonosi. 

Un capitolo a sé, invece, spetta ai protozoi tra cui Giardia e Toxoplasmosi. 

CANE E GATTO: QUALI SONO I SINTOMI? 

L’infestazione di questi parassiti intestinali può andare da una forma silente senza alcun sintomo clinico (soprattutto negli animali adulti) fino a una malattia con sintomi gravi (soprattutto nei cuccioli). 

Se infestato da un parassita intestinale, un animale adulto sano può semplicemente mostrare un lieve malessere; motivo per il quale molti proprietari non si rendono nemmeno conto di cosa stia succedendo al loro cane o gatto. 

Alcuni proprietari possono notare, invece, la presenza di segmenti (proglottidi) a forma di chicco di riso nelle feci o nel pelo dell’area perianale: sono le sopracitate tenie. 

Altri sintomi lievi di parassitosi intestinale possono essere un’irritazione o un prurito della regione anale che porta l’animale a strisciare il posteriore a terra. 

Al contrario, nei cuccioli o negli animali immunodepressi, i parassiti intestinali causano spesso l’insorgenza di sintomi come diarrea, vomito, gonfiore addominale o perdita di peso. 

Un altro sintomo frequente nei cuccioli è l’apatia: il proprietario spesso si lamenta che l’animale è meno invogliato nel gioco, meno interattivo e meno propenso a uscire per una passeggiata. L’apatia, insieme ai sintomi sopra elencati, funge da campanello d’allarme per il proprietario, il quale comprende subito che c’è qualcosa che non va. 

I parassiti interni, se presenti in elevato numero o se il sistema immunitario dell’animale è debole, compromettono la funzione intestinale di quest’ultimo e la sua stessa crescita. 

Insomma, il danno causato dagli endoparassiti ai nostri animali da compagnia può essere variabile e può andare da una forma relativamente innocua fino a una malattia grave e fatale. 

COME SI TRASMETTONO I PARASSITI INTESTINALI AL CANE O AL GATTO? 

Il cane e il gatto possono entrare in contatto con i parassiti intestinali molto facilmente: nei parchi, nelle aree di sgambamento per cani e perfino nel giardino di casa. È sufficiente, quindi, che l’animale annusi o ingerisca terreno e/o feci contenenti le uova dei parassiti. Altre modalità di trasmissione sono l’ingestione di carne cruda e/o poco cotta (potrebbero esser presenti alcuni parassiti come le Tenie). 

I cuccioli spesso nascono già parassitati dato che, per esempio, gli ascaridi possono passare dalla mamma al cucciolo attraverso il latte o durante la gravidanza: per tale motivo la sverminazione è un punto cardine per combattere i parassiti intestinali. 

TOXOPLASMOSI E GRAVIDANZA

La toxoplamosi è un rischio per le donne in gravidanza per via degli effetti che causa sul feto. Nella donna, durante la gravidanza, la gravità dei danni causati da Toxoplasma gondii al feto è maggiore quando l’infezione è contratta nel primo trimestre e possono variare da ritardi nella crescita del feto alla presenza di difetti congeniti nel neonato, da un parto prematuro fino all’aborto spontaneo. 

Come prevenire la toxoplasmosi? 

Le buone norme igienico-sanitarie sono la base per la prevenzione della toxoplasmosi e vanno osservate in maniera scrupolosa per le donne in gravidanza: 

evitare il consumo di carne (tra cui insaccati, salumi e carpacci) e vegetali crudi; 

lavare attentamente gli utensili che entrano in contatto con carne e vegetali crudi; 

indossare i guanti quando si pulisce la lettiera del gatto; 

indossare guanti e lavare attentamente le mani subito dopo un’attività di giardinaggio. 

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COME PROTEGGERE IL CANE E IL GATTO DAI PARASSITI INTESTINALI? 

Ecco un elenco di semplici regole da seguire per una corretta prevenzione: 

  • Evitare che il cane al parco ingerisca feci e terra; 
  • Raccogliere i loro bisogni con gli appositi sacchetti e gettarli sempre nei bidoni dei rifiuti, contrastando così la contaminazione dell’ambiente con uova e larve dei parassiti intestinali; 
  • Lavarsi accuratamente le mani dopo aver giocato con l’animale e soprattutto dopo aver raccolto le feci e/o pulito la lettiera; 
  • Non dare all’animale carne cruda e/o poco cotta; 
  • Sottoporre il proprio animale a controlli periodici e regolari dal medico veterinario e almeno una volta l’anno effettuare l’esame delle feci; 
  • Utilizzare un prodotto antiparassitario contro i vermi intestinali su indicazione del medico veterinario. 

Quando cane e gatto manifestano un qualsiasi sintomo di malessere, è opportuno rivolgersi sempre al proprio medico veterinario di fiducia. 

La prevenzione delle infestazioni parassitarie mediante il rispetto di buone norme igienico-sanitarie e l’uso di antiparassitari rappresenta il caposaldo per combattere le infestazioni parassitarie e contrastare la diffusione delle malattie causate dai parassiti non soltanto negli animali, ma anche nell’uomo e nell’ambiente circostante.